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Candreava da nessuno a signore! 17/11/2009

Pubblicato da Andrea G. | martedì, novembre 17, 2009 | http://www.wikio.it , | 0 commenti »
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PESCARA, 14 novembre 2009 - Candreva, chi era costui? Non sarà sconosciuto come Carneade per il Don Abbondio di manzoniana memoria, ma il 22enne centrocampista romano, che stasera farà il suo esordio in Nazionale contro l’Olanda, è un oggetto misterioso per molti tifosi, e persino per qualche addetto ai lavori. Proviamo a tracciarne l’identikit, ed a capire perché Lippi gli ha concesso immediata fiducia.

L’ALBA DI UN AZZURRO — Antonio cresce nel settore giovanile della Lodigiani, poi debutta in serie B con la Ternana, stagione 2004-05. Finisce nel mirino di una società che i giovani interessanti riesce spesso a scovarli per prima, l’Udinese, con cui esordisce in serie A, addirittura contro l’Inter, il 27 gennaio 2008. Ma totalizza solo 10’ nelle tre gare di campionato in cui mette piede in campo. Nel frattempo continua la trafila in tutte le rappresentative giovanili azzurre. Partecipa all’Olimpiade di Pechino in extremis, al posto di Rocchi, infortunato dell’ultim’ora. Per trovare continuità di utilizzo viene ceduto in prestito al Livorno, in serie B. In Toscana gioca una stagione buona, ma non fragorosa, a Livorno. Al termine della quale conquista la promozione in serie A, ma salta la doppia finale dei playoff per giocare la fase finale degli Europei Under 21". Quest’anno, ancora a Livorno - prestito con diritto di riscatto - il botto. Inteso come salto di qualità.

cadreva — La consacrazione arriva in una settimana. E se il debutto in massima serie è stato illustre, contro l’Inter, le partite che gli fanno guadagnare la ribalta sono nientemeno che contro Milan e Juventus. "Mi ha impressionato con il Milan - ha detto ieri Lippi - poi l’ho fatto seguire". Contro i rossoneri - il 12 settembre 2009 - gioca alla grande dunque, nonostante sulla maglia abbia scritto il nome sbagliato: Cadreva, e non Candreva. Lì, in quella partita, passa da signor nessuno a osservato speciale dell’Italia. Una settimana più tardi, il 19 settembre, il suo Livorno affonda a Torino con la Juventus: ne becca quattro, a zero, anche per colpa, guarda il caso, di un Buffon paratutto che ora ritrova come suo portiere. Ma Candreva si conferma talento interessante.

ruolo e futuro — Con un ruolo sospeso: nasce come trequartista, in passato ha giocato da seconda punta e da esterno alto nell’Udinese, ma a Livorno ha giostrato da interno sinistro e addirittura da regista, di recente. Piace a tanti club: Zola, che lo ha allenato nello staff dell’Under 21, lo voleva portare in Inghilterra - dicevano i giornali d’oltremanica -. Vedremo a fine stagione se tornerà a Udine o magari spiccherà il volo verso un club di prima fascia in Italia. Vedremo.

la fiducia di lippi — Di sicuro ha conquistato il c.t. Per le doti tecniche, salta l’uomo con facilità, ha piedi buoni, insomma è un centrocampista di qualità che il tecnico viareggino ha definito "completo", ma anche per la tranquillità fuori dal campo, il profilo basso. Anche nelle dichiarazioni. Alla Borghesiana, il giorno del raduno azzurro, ha dichiarato: "Una prima volta bellissima in azzurro, non me l’aspettavo, è un sogno che si avvera. Questa convocazione è un punto di partenza, ma non penso al Sudafrica".

i piani del c.t. — Ci pensa invece Lippi, che deve dare gli ultimi ritocchi al gruppo dei 23 che giocheranno il prossimo, imminente, Mondiale. Lui che in questi giorni ha ribadito l’apertura al nuovo che avanza, anche, forse, per dimostrare che l’esclusione di Cassano è figlia unica, e che tiene conto delle indicazioni del campionato: "A me piacciono molto i giovani di oggi, sono figli dei tempi. Non possiamo pensare che i giovani di adesso siano uguali a quelli di 20 o 30 anni fa: nonostante non abbiano grandissimi esempi, i giovani sono molto maturi". Di sicuro sono pochi quelli cui ha dato nel tempo immediata fiducia. Tutti di qualità: De Rossi, Rossi e Marchisio. Ora tocca a Candreva.

Fonte: gazzetta.it

Pazzini: “NO! Ad Amauri in Nazionale.” 17/11/2009

Pubblicato da Andrea G. | martedì, novembre 17, 2009 | http://www.wikio.it , | 0 commenti »
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Pazzini contro Amauri azzurro
"Situazione che mi dà fastidio"

L'attaccante dal ritiro della Nazionale: "Capisco se uno è mezzo italiano e mezzo brasiliano, un conto è se non è proprio per niente italiano". La risposta di Abete: "Se un giocatore è cittadino italiano ha tutto il diritto di essere convocato"

CERVIA (Ravenna), 16 novembre 2009 - È partita la corsa agli ultimi posti azzurri per il Mondiale e Giampaolo Pazzini si gioca le sue chance mercoledì a Cesena contro la Svezia, come centravanti titolare. Tra i rivali per un posto in Sudafrica c'è però anche Amauri, l'attaccante brasiliano della Juve in attesa di passaporto. "In questo momento non mi sento in ballottaggio con Amauri perchè io sono italiano e lui è brasiliano - ha detto l'attaccante della Sampdoria -. Devo confessare che questa situazione un po' mi dà fastidio. Capisco se uno è mezzo italiano e mezzo brasiliano, un conto è se non è proprio per niente italiano".

risponde abete — Allo sfogo di Pazzini ha risposto indirettamente Giancarlo Abete, presidente della Figc: "Oggi il parametro di riferimento è la cittadinanza. Un giocatore, se è cittadino italiano, ha tutto il diritto di essere convocato in Nazionale. C'è una politica della federazione che tende a non allargare oltre misura la presenza di giocatori non nati in Italia. Lo stesso ct Marcello Lippi ha detto più volte che si trattava di una situazione limitata a pochi calciatori. Non vogliamo perdere la nostra identitá, ma non vogliamo nemmeno discriminare", ha affermato intervenendo a "La politica nel pallone" su GR Parlamento.

no ad altri innesti — Un via libera indiretto ad Amauri, da tempo accostato alla Nazionale, ma anche uno stop alle voci che parlano di una possibile naturalizzazione di Mauro Zarate, attaccante argentino della Lazio. "Il fratello e procuratore del giocatore manda messaggi - ha spiegato Abete -, non so se li invia a noi o alla federazione argentina. Nessun dirigente della federazione italiana ha parlato con Zarate: attendo di essere smentito... Non penso che singoli dirigenti federali si muovano in queste situazioni senza aver sentito i vertici".

Fonte: gazzetta.it

 

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CERVIA (Ravenna), 15 novembre 2009 - Il pari con l’Olanda è già alle spalle. L’Italia inizia la preparazione anti Svezia, avversaria di mercoledì prossimo, e lo fa spostandosi da Pescara a Milano Marittima. Primo allenamento a Cervia, dopo il trasferimento mattutino in pullman. Seduta fresca e umida, sotto i riflettori. Iniziata alle 15.40. Senza Buffon, Cannavaro, Zambrotta e Pirlo, che hanno lasciato il ritiro azzurro, come preventivato. Risparmiati da ulteriori fatiche.

poker di pazzini — Gli azzurri sono così rimasti in 21. Chiellini, Grosso, Candreva, Palombo, Camoranesi, Palladino, Gilardino e Rossi, i titolari di ieri più il primo subentrato, appunto "Pepito", si sono limitati ad una seduta defatigante. Gli altri, dopo il riscaldamento, hanno giocato un’amichevole contro gli Allievi nazionali del Cesena: due tempi da 35’. Così schierati, in un 4-3-3: De Sanctis; Maggio (Cassani), Legrottaglie, Bocchetti, Criscito; Biondini, Montolivo, Galloppa; Marchionni, Pazzini, Di Natale. E’ finita - alle 17.10 - 7-1: poker di Pazzini e gol di Di Natale, Maggio e Cassani, per i romagnoli rete di Valente. Contro la Svezia, orfana di Ibrahimovic, a Cesena è previsto un ampio turn over, come annunciato già ieri da Lippi dopo lo 0-0 con l’Olanda.

Fonte: gazzetta.it

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CERVIA (Ravenna), 15 novembre 2009 - Lippi ha un obiettivo in testa: scegliere gli ultimi cinque-sei giocatori da portare in Sudafrica. Il c.t. sta valutando una ristretta rosa di nomi anche e soprattutto in queste amichevoli di novembre, da quella con l’Olanda di ieri, alla prossima con la Svezia. E quindi adesso riposo per qualche senatore, e spazio a volti nuovi, oppure in fase di rodaggio o revisione.

svezia — "Ci saranno tanti cambi. Del resto se devo fare delle verifiche il momento è questo". Buffon, Cannavaro, Zambrotta e Pirlo giocano così tante partite che se posso farli rifiatare lo faccio. Ci sono 16-17 giocatori già sicuri del posto per il Mondiale, il resto va scelto e calibrato anche in base ai ruoli, per avere una rosa omogenea. Candreva per esempio può giocare alla Perrotta. Da mezzala ora avrei solo Marchisio".

favoriti — "Il Brasile favorito per i Mondiali? Da sempre. Adesso sono favorite Brasile e Spagna. Ma sarà importante avere le cose giuste nel mese che conta".

Marcello Lippi a Pescara durante l'amichevole contro l'Olanda. Afp

scintilla — "Ci manca ancora la scintilla? Ma no, non abbiamo bisogno di fare una grande partita per trovare convinzione. C’è solo da avvicinarsi serenamente all’appuntamento mondiale. Vanno utilizzate le partite che rimangono alla Nazionale e alle squadre di club per portare in Sudafrica una rosa adeguata. E poi arrivare a quel momento in buona condizione atletica".

pochi tiria — Ieri con l’Olanda, da entrambe le parti. "Le squadre si sono annullate a vicenda. Ma noi abbiamo concesso ancora meno di loro".

gattuso — "Se sono preoccupato per i suoi infortuni? Ci sono 7 mesi di tempo. Confido che recuperi al meglio. Biondini? E’ bravo è infatti l’ho convocato".

santon e rossi — Non attraversano un gran momento. "Rossi ieri l’ho rivisto bene dopo un periodo difficile, anche per le difficoltà incontrate dal Villarreal. Santon purtroppo sta giocando molto poco. Mi auguro che giochi un pochino di più, compatibilmente con le esigenze dell’Inter".

l'invasore di pescara — "Non mi interessa cosa ha fatto, o cosa aveva scritto sulla maglia, magari dovrebbero stare più attenti ai controlli. Ma non me ne frega niente anche se la questa vicenda diventa un tormentone a livello nazionale, e se in una trasmissione tv si inventano la storia del cazzotto di mio figlio. Il mio sfogo di Parma nasce in relazione non al nome di Cassano, ma al coro «andate a lavorare», ho difeso la mia squadra. Legrottaglie si è detto dispiaciuto dei fischi? Dispiaciuti siamo, sì, non fa piacere. Ma disturbati no. Mica ci sarà qualche Superman pure in Sudafrica?".

Fonte: gazzetta.it

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BARI, 1 aprile 2009 - Per prenotare il viaggio per il Sud Africa, inteso come Mondiale, bisognerà aspettare ancora un po'. Al 43' della ripresa stasera sembrava vicino, a portata di mano e quasi a prova di harakiri nel prosieguo del raggruppamento. Nonostante un uomo in meno (espulso Pazzini) per 87'. L’Italia era avanti 1-0 sull’Irlanda. Gol di Iaquinta. E invece nel finale è arrivato il pari, inatteso, di Keane, e nel recupero gli azzurri hanno rischiato persino di combinare la frittata con una sconfitta. Trapattoni allunga la serie positiva di risultati con Lippi, e porta a casa il punticino che voleva. L’Italia resta con due punti di vantaggio sui verdi, ma si vede sfuggire in extremis l’occasione di chiudere i conti-qualificazione. In una Bari che stavolta, all’ottava uscita azzurra, non è stata sinonimo di vittoria, ma che ha sostenuto l’Italia e fischiato Lippi per la mancata convocazione di Cassano.

PAZZINI FUORI - Dopo 3' cambia già tutto. Pazzini colpisce O’Shea, difensore del Manchester United, con un gomito alto. Non c’è violenza, ma arriva il cartellino rosso troppo severo dell’arbitro Stark. Il debutto dal 1' dell’attaccante della Samp già finito, nel modo peggiore.

IAQUINTA GOL - L’Italia si riorganizza con un 4-4-1-1 d’emergenza, con Pirlo e De Rossi centrali bassi e Pepe e Brighi esterni alti di centrocampo a sostegno di Iaquinta, altrimenti isolato. E all'11' gli azzurri passano. Grosso se ne va sulla sinistra, il suo cross trova puntuale il sinistro di Iaquinta a centroarea. Gol. Italia avanti. Seconda rete di Iaquinta in Nazionale, dopo quella segnata al Ghana al Mondiale tedesco.

IRLANDA INCONCLUDENTE - Poi Grosso prova il bis: cross calibrato da sinistra, Given imperfetto nell’uscita, Pepe conclude appena a lato, la palla sfila vicina al secondo palo. Se Pirlo è la fonte del gioco azzurro, Grosso si dimostra una minaccia costante negli inserimenti sulla fascia mancina. Per il resto l’Italia tiene botta. L’Irlanda attacca in forze - Trap ha inserito un terzo attaccante per sfruttare la superiorità numerica - ma oltre a un gran movimento, e a una serie infinita di angoli non riesce ad andare, complice la puntualità di Chiellini e Cannavaro negli interventi difensivi. Il più pericoloso dei verdi è l’esterno mancino Hunt, che sul finire del primo tempo cerca un gol dalla distanza da raccontare ai nipotini, Buffon risponde da fenomeno. Incomincia a piovere forte. E scrosciano pure gli applausi del San Nicola all’intervallo. Italia con un uomo in meno e un gol in più.

LIPPI CAMBIA - Gli azzurri rientrano con Palombo al posto di Pirlo. E con Pepe e Brighi che si sono scambiati le fasce. Poi esce Pepe, dentro Dossena. Due cambi alla Trapattoni. Che sposta Stephen Hunt a destra, per tenere basso Grosso. Proprio Hunt chiede invano un rigore su un’uscita di Buffon. La partita si trascina su ritmi stanchi. L’Italia accusa un po' la fatica dell’inferiorità numerica e non può fare di più, l’Irlanda attacca a testa bassa, ma non riesce a collezionare che mischie rugbistiche. Nel finale, poi, quando Kilbane trova un bel sinistro incrociato, ci pensa il solito Buffon a salvare il risultato.

BEFFA KEANE - Sembra fatta. E invece al 43' Keane, l’ex Inter, fino a quel momento invisibile, approfitta di una sponda aerea e sottomisura trova il gol dell’1-1 che agli ospiti va benone. L’Irlanda nel recupero sfiora addirittura il 2-1. Sarebbe stato troppo. Tutto rinviato alle prossime 4 partite di qualificazione.

Fonte: gazzetta.it

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MILANO, 24 marzo 2009 - Antonio Cassano e la Nazionale. Un rapporto tormentato. Qui di seguito riportiamo una parte della biografia di Fantantonio "Dico tutto", in cui il fantasista della Samp parla di una promessa che Lippi gli aveva fatto anni fa e che torna di grande attualità:

Tornando alla Nazionale, dopo quel buon Europeo con il Trap, mi perdo. Comincia un periodo orribile che mi porterà a saltare il Mondiale di Germania. Marcello Lippi mi fa un discorso molto onesto all’inizio dell’esperienza al Real Madrid, mancavano cinque mesi al Mondiale. "Mi auguro che tu possa giocare con continuità» mi dice, «in quel caso avrai molte possibilità di venire con noi. Altrimenti per me sarà molto difficile chiamarti. Mettiti nei miei panni, Antonio". Un discorso corretto. Assolutamente rispettabile. Del resto io non voglio favori, ma chiarezza. È giusto che abbia chiamato altri. La finale del Mondiale 2006 quindi me la vedo in televisione, da tifoso dell’Italia, come era giusto che fosse, visto che venivo da un anno orrendo, passato a non giocare, metà a Roma e metà a Madrid.

Fonte: gazzetta.it

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FIRENZE, 24 marzo 2009 - "Cassano? E dov'è? Sapete che parlo solo dei presenti". Prima domanda, prima risposta di Marcello Lippi. Deciso di fronte a chi gli chiede della non convocazione di Antonio Cassano in Nazionale. "Non devo motivare le mie scelte - le parole del c.t. dell'Italia - .Ho le mie convinzioni e non devo dare spiegazioni. E non perché sono arrogante".

PAZZINI - "Per me raggiungere la Nazionale è una grandissima soddisfazione, cercherò di mantenere questa maglia - commenta Gianpaolo Pazzini, uno dei tre debuttanti in azzurro -. Vengo con entusiasmo e non ho sassolini da togliermi, né alcun rancore nei confronti della Fiorentina. Forse può essere più facile rispetto al passato segnare con gli assist di Cassano, ma ho fatto tanti gol anche con mie invenzioni". L'attaccante della Samp parla anche della mancata convocazione del barese: "Non sono decisioni che spettano a me. Ricordiamoci che il mister Lippi è Campione del Mondo e spetta a lui la scelta finale".

BOCCHETTI - Poi tocca a Salvatore Bocchetti, difensore del Genoa, raccontare le sue prime emozioni azzurre: "Fare colazione questa mattina con i Campioni del Mondo intorno a me è stata una sensazione bellissima. È una Nazionale che parla molto napoletano, ma ho legato già con tutti i compagni di squadra".

Stamattina primo allenamento per gli azzurri di Lippi, a Coverciano, in vista del doppio impegno per le qualificazioni ai mondiali del 2010. L'Italia giocherà sabato contro il Montenegro a Podgorica alle 20.45 e mercoledì 1 aprile a Bari alle 20.50 contro l'Irlanda di Trapattoni.

PRIMA SEDUTA - Tutti i 23 convocati a disposizione: tra questi, i tre nuovi, i difensori Bocchetti e Motta e l'attaccante Pazzini. Gli azzurri prima di cominciare il lavoro sul campo hanno svolto il riscaldamento in palestra. Nel pomeriggio, alle 16, una seconda seduta, stavolta a porte chiuse.

Fonte: gazzetta.it

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MILANO, 22 marzo 2009 - Marco Motta, Salvatore Bocchetti e Giampaolo Pazzini: sono queste le tre novità assolute delle convocazioni del c.t. della Nazionale, Marcello Lippi, per il doppio impegno di qualificazione ai Mondiali 2010 contro Montenegro e Irlanda. È invece un ritorno in azzurro quello di Matteo Brighi e Pasquale Foggia, che contavano rispettivamente una sola e due presenze. Cassano ancora fuori, come Di Vaio.

INFORTUNATI - Tanti gli acciaccati costretti al forfeit: Legrottaglie e Bonera in difesa, Camoranesi, Gattuso, Aquilani e Perrotta a centrocampo, Gilardino e Toni in avanti.

I CONVOCATI - Questa la lista dei 23 azzurri:
PORTIERI: Amelia (Palermo), Buffon (Juventus), De Sanctis (Galatasaray). DIFENSORI: Bocchetti (Genoa), Cannavaro (Real Madrid), Chiellini (Juventus), Dossena (Liverpool), Gamberini (Fiorentina), Grosso (Lione), Motta (Roma), Zambrotta (Milan)
CENTROCAMPISTI: Brighi (Roma), De Rossi (Roma), Foggia (Lazio), Montolivo (Fiorentina), Palombo (Sampdoria), Pirlo (Milan)
ATTACCANTI: Di Natale (Udinese), Iaquinta (Juventus), Pazzini (Sampdoria), Pepe (Udinese), Quagliarella (Udinese), G. Rossi (Villarreal).

Fonte: gazzetta.it

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LONDRA, 10 febbraio 2009 - Il tredicesimo confronto diretto con il Brasile non porta bene all’Italia. Che perde 2-0, messa al tappeto dai gol di Elano e Robinho. E così sfuma il record solitario di risultati utili consecutivi per Lippi, che si ferma a 31. L’Italia non ha brillato, ma è partita bene, ed ha giocato una buona ripresa. Semplicemente stasera si è trovata di fronte una squadra più forte, che ha giocato meglio, e a tratti benissimo. Un gol valido annullato a Grosso sullo 0-0 suscita un pizzico di rimpianto. Sarebbe stata una partita diversa. Ma in questa di spettacolo ce n’è stato in abbondanza, per la rivincita gli azzurri non dovranno attendere molto: a giugno, in Sudafrica, nella Confederations Cup.

SI VOLA - Il primo tempo decolla subito. Si vola sul tappeto morbido dell’Emirates, da una parte e dell’altra. Poi continuerà a farlo solo il Brasile. L’Italia segna subito. Prima Di Natale esordisce a Londra con un colpo di tacco, tanto per far capire che non ha paura di nessuno, poi Pirlo verticalizza per Grosso, che converge da sinistra e segna al volo. Rete che sembra una magia. E difatti sfuma subito. Troppo bella per essere vera. Colpa dell’arbitro Webb, che annulla per un fuorigioco che non c’è. Il terzino sinistro azzurro era tenuto in gioco da Marcelo.

BRASILE GOL - Il Brasile tira un sospiro di sollievo e segna alla prima palla gol, con una combinazione di grande tecnica rifinita da Robinho per Elano, che si libera di Legrottaglie e scavalca Buffon. 1-0. La Seleçao cresce. Tanto. Troppo per noi. I verdeoro prendono fiducia e cominciano a danzare sul campo. A volte esibendo numeri gratuiti, altre volte combinando fantasia e praticità. Robinho ruba palla a Pirlo - fino a quel momento il migliore degli azzurri - al limite, ubriaca di finte Zambrotta e supera Buffon con un diagonale. Gol brasiliano se ce n’è uno. Il Brasile rischia di esondare. Hanno tutti i piedi buoni, a cominciare dai centrali di difesa, la palla gira che è un piacere per gli spalti londinesi, dove tifosi brasiliani e italiani si mischiano persino nella "ola", come non siamo più abituati a vedere. Uno spettacolo nello spettacolo. Ronaldinho, che incanta, pur muovendosi il minimo indispensabile, su punizione calibra appena alto il suo destro. L’Italia rischia l’imbarcata, ma è brava a rialzare la testa nel finale di tempo. La carica la suona De Rossi, che impegna Julio Cesar. Gli azzurri soffrono, ottengono poco da Montolivo, e sulla loro fascia destra soffrono da matti, specie quando Dinho si allarga. All’intervallo è 2-0. Si sono divertiti Brasile e pubblico. L’Italia un po’ meno.

LIPPI CAMBIA TUTTO - Dentro Perrotta, Camoranesi, Rossi e Toni, i dubbi della vigilia. Fuori Montolivo, Pepe, Di Natale e Gilardino. Il Brasile resta quello. E chi si sogna di cambiar qualcosa? L’Italia spinge a inizio ripresa. Con Rossi a supporto di Toni. Che segna, ma dopo aver controllato aiutandosi con una mano. La gara nel finale si incattivisce: l’Italia non ci sta a fare da sparring partner, per niente, il Brasile a volte esagera nella ricerca del colpo ad effetto. Dunga e Zambrotta si beccano. Toni esalta il riflesso ravvicinato di Julio Cesar, sull’assist delizioso di Rossi. Niente da fare. E Julio Cesar si ripete su una punizione di un positivo Grosso. Il pallone non vuole entrare. Perdiamo 2-0.

Fonte: Gazzetta dello sport

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Il tecnico dell Nazionale brasiliana, Dunga intende convocare il giocatore  Amauri Carvalho in modo da evitare l'imminente rischio che l'attaccante della Juventus, indossi la maglia dell’Italia.
"Sono pronto a chiamare  Amauri perchè è un giocatore valido per questa Nazionale, a condizione che non chieda adesso un posto da titolare. Sarebbe molto meglio per lui  decidere di giocare con noi, ma deve farlo con i piedi piombo, perché se non vedranno nel suo debutto un buon gioco, dovete essere pronti per la critica che lo cercherà di distruggere il giorno successivo, "Dunga ha detto in un'intervista a 'La Gazzetta dello Sport'. 
Amauri è attualmente in attesa di ricevere un passaporto italiano, e qui c’è  aperta la porta di essere convocato con l'attuale Nazionale campione del mondo, in quanto non non ha mai vestito la maglia di 'canarinha'.


Non sorprende, che il calciatore stesso ha reso noto che vorrebbe indossare la maglia dell’Italia, poichè continua ad essere dimenticato dal Brasile.

Nel frattempo, l'italiano Marcello Lippi ha detto giorni fa che già esaminato la richiesta di Amauri, e che ha firmato una spettacolare inizio di stagione con ben 11 gol col la maglia della Juventus.

Lippi: Antonio Cassano fa bene a sognare la maglia della Nazionale.

Pubblicato da Andrea G. | domenica, novembre 23, 2008 | http://www.wikio.it , | 0 commenti »
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ROMA, 23 novembre - «Cassano ha detto che aspetta? Tutti i calciatori italiani al di sotto dei 40 anni devono aspettare e sognare la nazionale». Il ct azzurro Marcello Lippi, intervenuto telefonicamente nel corso di “Stadio Sprint” di RaiSport, risponde così all'asso della Sampdoria che oggi dopo il match con il Catania di cui è stato grande protagonista ha fatto capire di avere ancora aspirazioni azzurre. Lippi ha parlato anche di Amauri: che maglia indosserà nelle sfide tra Italia e Brasile del prossimo anno? «Non lo so, io m'interesso del settore tecnico - ha risposto Lippi -. Lo prenderò in considerazione soltanto quando sarà naturalizzato italiano».
Lippi ha poi ripetuto la sua grande soddisfazione per il fatto di affrontare i brasiliani il prossimo anno («Non mi era mai capitato prima, neppure da giocatore»), a Londra in amichevole e nella Confederations Cup, ma ha sottolineato che «la cosa più importante rimane il Mondiale, perché ci dobbiamo ancora arrivare». Dopo aver sottolineato la "grande prova" dell'
Inter di ieri sera contro la Juve, Lippi ha parlato della Roma: «Ha un grande allenatore e deve puntare a tutto, senza tralasciare niente. La Roma - ha aggiunto - non può permettersi di trascurare una competizione, e deve cercare di vincere il più possibile, anche perché penso che ne abbiano voglia, visto che ultimamente le cose non erano andate così bene».

Fonte: Corriere dello Sport

Confederation Cup, prima volta per la nostra nazionale.

Pubblicato da Andrea G. | venerdì, novembre 21, 2008 | http://www.wikio.it , | 0 commenti »
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ROMA, 21 novembre - Appuntamento a Johannesburg. Dove domani alle 16 italiane ci sarà il sorteggio della Confederations Cup. Con l'Italia campione del mondo protagonista insieme al Sudafrica, paese organizzatore anche dei prossimi Mondiali, e a Brasile (campione del Sudamerica), Egitto (campione d'Africa), Iraq (campione d'Asia), Nuova Zelanda (campione d'Oceania), Spagna (campione d'Europa) e Stati Uniti (campioni del Centro-Nordamerica). Un piccolo Mondiale (con 12 milioni di euro di montepremi), che si giocherà dal 14 al 28 giugno del 2009. Per l'Italia si tratta della prima partecipazione. Il sorteggio dividerà le squadre in due gironi da quattro, con le prime due qualificate alle semifinali. Il Sudafrica è già sicuro di finire nel gruppo A, di conseguenza l'Egitto verrà inserito nel B non potendo incontrarsi nella prima fase squadre dello stesso continente. L'Italia, pertanto, capiterà in un girone diverso da quello della Spagna.


LA SODDISFAZIONE - Dal 2006 al 2009. Sempre giugno è. Su una retta tesa nel tempo, tra il Mondiale e la Confederations Cup. Da Lippi a Lippi, e tutto quel che c'è in mezzo conta per le statistiche o poco più. L'Italia andrà in Sudafrica da campione del mondo, una specie di sopralluogo in attesa del grande evento. Il ct intanto ha chiuso il 2008 con il record da imbattibile: 31 gare senza sconfitte, a cavallo della doppia gestione. E i lavori in corso su una squadra da ringiovanire almeno un po'. Lippi se l'è guadagnata sul campo la Confederations Cup, un altro piccolo "primato" della sua carriera. Vale di più partecipare da tecnico campione del mondo. Lui lo sa e parla chiaro come al solito: «Certamente c'è grande soddisfazione - ha detto all'agenzia Dire - soprattutto per la crescita di convinzione nei propri mezzi che la squadra ha acquisito in questo primo periodo di lavoro. Abbiamo ottenuto risultati interessanti, in funzione di ciò che è emerso sotto il profilo del risultato sul campo, della prestazione del collettivo e dei singoli. Questo è il denominatore comune sotto il quale valutiamo la qualità del nostro lavoro. Superare il record di gare positive di Vittorio Pozzo, un personaggio storico del calcio italiano, è senza dubbio motivo di soddisfazione personale. Ma è un traguardo che abbiamo raggiunto insieme alla squadra, nel rispetto di due obiettivi ben precisi: la qualificazione alla Coppa del Mondo 2010 e la crescita del gruppo».


LA COMPETIZIONE - Questa sorta di Coppa Intercontinentale per nazionali ha lo stesso valore di un Mondiale, o viene vissuta come un evento minore, magari utile a sperimentare in vista dei Mondiali del 2010?: «Non è certamente allo stesso livello di importanza del Mondiale, ma è una competizione dai grandi contenuti tecnici, che sarà fondamentale anche per avere un approccio corretto a una Coppa del Mondo che presenterà delle novità anche sotto il profilo logistico. L'affronteremo con la consueta determinazione, nel rispetto delle nostre prerogative e di un lotto di avversarie di primissimo piano, con la consapevolezza di compiere un ulteriore passaggio in vista della qualificazione che rimane, lo ripeto, uno dei nostri due principali obiettivi».


ITALIA MISTA - Visti i tanti esperimenti la domanda è: che Italia sarà? Punterà subito sulle certezze, magari ricorrendo ai "grandi vecchi" azzurri, oppure sfrutterà l'occasione per testare l'affidabilità della "giovine Italia"?: «Sarà un'Italia mista per così dire, con giovani nuovi e giocatori più esperti, in linea con il progetto di costruire un gruppo di 30 giocatori che possano assicurare alla Nazionale qualità, identità e continuità sul piano del gioco e del collettivo». Chiaramente le avversarie principali sono la Spagna e il Brasile. Che tipo di difficoltà si aspetta di trovare in campo? Che atteggiamento avranno le altre pretendenti al titolo?: «Stiamo parlando dell'elite del calcio mondiale, di squadre che vorranno dimostrare sul campo la propria qualità e riaffermare la loro tradizione. Non credo che la Confederations Cup sarà un semplice test di collaudo per il Mondiale, ma una occasione per tutte le partecipanti di fare un punto della situazione di alto livello tecnico contro alcune tra le probabili concorrenti, a 12 mesi di distanza dall'appuntamento principale. Ritengo sarà un torneo di grande interesse sotto tutti gli aspetti, gli stimoli non mancheranno affatto».


IN VISTA DEI MONDIALI - Per il Sudafrica la Confederations è un aperitivo per il Mondiale. È un paese turbolento dal punto di vista sociale, che cosa spera di non dover affrontare?: «Sono sicuro che il Comitato organizzatore sudafricano garantirà ordine e sicurezza non solo per le delegazioni, ma anche per tutti i tifosi che verranno negli stadi per assistere a un grande spettacolo di sport. Il Sudafrica sta attraversando una fase delicata della sua storia, che va analizzata e compresa nelle sue corrette dimensioni di fenomeno sociale. Ritengo però che proprio attraverso l'organizzazione di un grande evento sportivo come la Coppa del mondo il mondo dello sport possa fornire al popolo sudafricano un'opportunità tangibile sulle potenzialità incredibili di cui dispone. Il mondo cambia non solo attraverso l'elezione di un presidente nero alla Casa bianca, ma anche attraverso la piena riuscita della prima Coppa del Mondo nel continente africano».

 

Fonte: Corriere dello Sport