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UDINE, 10 gennaio 2010 - Con Sergio Floccari la Lazio ha fatto davvero un buon acquisto, ma Totò Di Natale era e resta il capocannoniere del campionato: Udinese-Lazio vive sulle prodezze di due degli uomini più attesi e termina 1-1. Gli ospiti salgono a quota 20, i padroni di casa (che devono recuperare una partita) si portano a quota 19: entrambe le squadre restano nella parte bassa della classifica.

botta e risposta — De Biasi deve rinunciare a D’Agostino (contrattura) e dunque gioca la carta Sammarco in mezzo al campo. Ballardini invece esclude Mauri dall’11 iniziale e punta sul tridente Rocchi-Zarate-Floccari. E’ proprio quest’ultimo a mettersi in evidenza: dopo la doppietta contro il Livorno, al 16’ sovrasta Basta in area su un calcio di punizione dalla sinistra di Baronio e porta in vantaggio la Lazio, che non segnava in trasferta dal primo novembre. L’Udinese si organizza, nonostante la perdita di Domizzi per infortunio (entra Coda): tiene il controllo del gioco e pareggia al 27’. Perfetta la punizione trasformata da Di Natale, una conclusione a giro da 30 metri che si insacca nell’angolo alto a sinistra di Muslera. Il 32enne campano si conferma capocannoniere del campionato (12 reti, una più di Milito, e in appena 15 partite giocate) e diventa il miglior marcatore di tutti i tempi in serie A nella storia dell'Udinese: 67 reti, eguagliato Bettini. Al 38’ Sammarco ha la palla buona per portare in vantaggio i suoi e ribaltare completamente il risultato, ma Muslera salva.

finale accesO — La trama della ripresa non cambia: Ballardini, che non ricava molto da Zarate e Rocchi, sostituisce quest’ultimo con Mauri e torna al 3-4-1-2 che si pensava dovesse schierare alla vigilia. De Biasi invece prova a giocarsi forze fresche: Sanchez e Siqueira. Sono i padroni di casa (alla fine 18 tiri contro 6) a tenere in mano in pallino del gioco, ma per le occasioni vere, una per parte, bisogna aspettare il finale. Prima Mauri spreca clamorosamente a due passi da Handanovic, poi la conclusione ravvicinata di Siqueira esalta i riflessi di Muslera. Così finisce 1-1: e la sostanza del campionato, finora sotto le attese, sia dell'Udinese che della Lazio non cambia.

Fonte: gazzetta.it

Juve completamente travolta dal Milan: 0-3! 11/01/2010

Pubblicato da Andrea G. | lunedì, gennaio 11, 2010 | http://www.wikio.it , , , | 0 commenti »
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TORINO, 10 gennaio 2010 - E’ il Milan l’anti Inter. Ora è ufficiale: dopo lo scontro diretto tra le prime antagoniste batte 3-0 la Juve a Torino, con gol di Nesta e doppietta di Ronaldinho. Gestisce la partita da squadra che sa quello che vuole, riducendo i rischi al minimo, sfruttando i calci piazzati e crescendo alla distanza, pur senza mai forzare i ritmi. Ma basta e avanza contro una Juve sempre più in cerca di un’identità, e forse di un nuovo allenatore. Ferrara è appeso a un filo, il Cda bianconero gli aveva dato due partite per risollevare la squadra: a Parma è arrivato un successo sofferto, oggi però un passo falso, pesante per come è maturato, cioè dopo una prestazione scialba e poco convincente. E mercoledì, per la Coppa Italia, a Torino arriva il Napoli, in una partita dentro-fuori che mette in palio un obiettivo stagionale. Per i bianconeri le difficoltà sono anche ambientali, in prospettiva: il pubblico, disperato, nel secondo tempo ha attaccato giocatori, allenatore e società.

Gara tattica — Il primo tempo è molto tattico. Le squadre si studiano, e limitano i rischi al minimo. Poco gioco, e interrotto dai frequenti falli. La Juve è solida, ma in mezzo fa una fatica di Ercole a produrre gioco con la coppia di mediani Felipe Melo-Poulsen. Diego, pericoloso con un destro appena a lato, si muove molto: prova a cucire centrocampo e attacco, ma Amauri davanti è spesso anticipato dalla coppia Thiago Silva-Nesta. Il Milan è sornione: in mezzo Ambrosini si traveste da raccattapalle, sono quasi tutte sue, in avanti Borriello gioca di sponda. I più pericolosi sono però i difensori, e se Thiago Silva ci prova invano dalla distanza, Nesta trova il vantaggio su angolo.

Nesta gol — Lo calcia Pirlo da sinistra, Melo buca, sul secondo palo il difensore romano appoggia a porta vuota. Milan avanti. E ora con il quadro tattico a suo favore, e gli spazi per provare il contropiede. I rossoneri si fanno ancora pericolosi con Ronaldinho di testa (!) su palla inattiva e tengono a bada senza soffrire le velleità di rimonta bianconera che non vanno oltre un destro di Chiellini in mischia: Dida si salva in due tempi. All’intervallo è 1-0 Milan, che non ha incantato, ma ha saputo fare qualcosa di più, e soprattutto segnare. Il pubblico dell’Olimpico, infreddolito e sgomento, invoca l’ingresso di Del Piero.

Ferrara cambia — Nella ripresa avvio veemente della Juve, pericolosa però solo in mischia. Il pubblico contesta: non vede gioco e convinzione. Al 15’ entra Del Piero, esce Salihamidzic. Juve più offensiva, non c’è più tempo per temporeggiare. Due minuti più tardi esce anche Poulsen, ma in barella, infortunato. L’ennesimo bianconero k.o..Dentro De Ceglie, che si piazza sulla fascia sinistra di centrocampo, con Diego che parte dalla parte opposta, dove si perderà, defilatissimo. Ma quello che non cambia è l’atteggiamento poco convinto dei bianconeri, che non riescono ad ovviare alla magagne della manovra.

CHIUDE DINHO — Il Milan allora comincia ad osare. Cresce, prende coraggio e campo. Si rende conto che può chiudere i conti. E lo fa ancora su calcio piazzato. Corner di Pirlo da sinistra, Ronaldinho va di testa, una deviazione di De Ceglie non dà scampo a un Manninger sempre poco sicuro, stasera. 2-0 Milan. Che nel finale dilaga, ancora con Ronaldinho, ancora su azione d’angolo. Rossoneri a -8 dall’Inter con una partita in meno, Juve in crisi nera. Troppo brutta per essere vera.

Fonti: Gazzetta.it

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MILANO, 15 novembre 2009 - Continua la girandola di nomi in testa alla classifica di serie B. Nel pomeriggio c'era di nuovo l'Ancona, che ha regolato il Vicenza (2-0). Con in scia il Cesena che ha espugnato Mantova con Antonioli protagonista assoluto grazie a due rigori parati. Il Toro invece soffre il Piacenza del nuovo tecnico Ficcadenti e non va al di là dello 0-0. Tre punti in trasferta per il Gallipoli di Giannini che va a vincere a Cittadella.

ancona-vicenza 2-0 — Sessanta secondi netti. Tanto basta all'Ancona per fare due gol, tornare alla vittoria e riprendersi la leadership di questa serie B, in attesa del posticipo di stasera Lecce-Padova. Il ko di Crotone è già dimenticato. Salvioni contro il Vicenza chiedeva il necessario riscatto e così è stato. Anche se il Vicenza, almeno inizialmente, ha fatto un po' penare l'Ancona. Maran si è presentato con il solito 4-3-1-2, ma con i due attaccanti (Bjelanovic e Sgrigna) molto larghi, un po' per frenare le possibili avanzate dei terzini dell'Ancona e po' per regalare un pizzico di imprevedibilità alle incursioni di Botta, trequartista di professione. Ma le certezze del Vicenza si sono sgretolate al 24' e al 25'. Prima ha colpito Mastronunzio - non segnava dal 27 ottobre - e poi Miramontes. Tutto nel giro di un minuto. Il Vicenza ha provato a rientrare in partita, ma non c'è riuscito. Nemmeno le sostituzioni di Maran (dentro Fabiano, Sestu e Misuraca) sono riuscite a cambiare il corso degli eventi. Anzi nella ripresa l'Ancona ha avuto le occasioni per rendere ancora più ricco il proprio bottino con uno scatenato Mastronunzio (Fortin e la traversa gli hanno detto no). Vittoria meritata e primato temporaneo. L'Ancona non poteva trovare un modo migliore per presentarsi a quella che, in città, è la partita dell'anno: il derby con l'Ascoli, in programma sabato prossimo al Del Duca. (Matteo Massi)

lecce-padova 2-1 — Sul primato del Lecce c’è la firma preziosa di Giuseppe Vives. Il mediano campano firma al 39’ del secondo tempo il gol della vittoria di rimonta dopo il pareggio di Corvia (6 centri) al gol del veneto Jidayi. I giallorossi si esaltano nel primo tempo: De Canio piazza il fantasista francese Bergougnoux ad oscurare la fonte di gioco dei veneti Italiano, che non riesce ad impartire i ritmi di gioco. Il Lecce si esalta in fase offensiva ispirato dal transalpino e dalle corse di Angelo. Ci pensa Agliardi a chiudere la porta sui tiri di Angelo e Defendi, che reclama anche un calcio di rigore (ingenuità di Trevisan). Il Padova si sveglia con il gong suonato da Rabito con una fiondata che spedisce al 37’ p.t. il pallone sul palo. I gol arrivano nella ripresa. Il Padova si porta in vantaggio con Jidayj con un tiro da fuori area al 17’ s.t.. Poi manca il raddoppio con Di Nardo dalla distanza (Rosati devia in angolo). Ed al 25’ s.t. arriva il pareggio di Corvia su calcio di rigore (Defendi atterrato da Cesar, che prende il secondo giallo ed è espulso). In superiorità numerica, i salentini cercano il raddoppio su palla inattiva e si rendono pericolosi anche con Giuliatto. Ma il sigillo della vittoria è firmato con un tiro dalla distanza di Vives, che consolida il Lecce al comando con una striscia di sei risultati di fila (5 vittorie e un pareggio). Per il Padova di Sabatini è la seconda sconfitta in campionato dopo quella di Crotone. (Pasquale Marzotta).

cittadella-gallipoli 1-2 — Il Gallipoli espugna il “Tombolato”, superando di misura un Cittadella a digiuno di vittorie da oltre un mese. Entrambe le squadre in emergenza in difesa, nel Cittadella manca la coppia centrale Pesoli-Cherubin, nel Gallipoli invece assenti Abbate e Franchini, ma almeno inizialmente sono i granata di Foscarini che accusano maggiormente il peso delle assenze. Il Gallipoli, infatti, mette in difficoltà i padroni di casa sin nei primi minuti, e il vantaggio non tarda ad arrivare: al 13’ angolo di Scaglia e pallone sul secondo palo, Carteri strattona Pallante, per l’arbitro è rigore. Dal dischetto Ginestra spiazza Villanova. Il Cittadella soffre ma rialza la testa con il passare dei minuti, e al 26’ la girata di Iunco finisce di poco a lato. Due minuti più tardi Iunco è spinto in area da Sosa, il fallo sembra esserci ma l’arbitro fa giocare. Il rigore Calvarese lo fischia al 39’ quando Oliveira è stretto in area da due giocatori e rovina a terra: Curiale trasforma dal dischetto. Il Gallipoli non molla e sfiora il vantaggio con Di Carmine, che impegna Villanova alla difficile deviazione in angolo. Dalla battuta del corner, irrompe Ginestra sottomisura e insacca. In avvio di ripresa ancora Gallipoli in evidenza: Manucci salva sulla linea il tiro di Di Carmine, sulla ribattuta Villanova devìa la conclusione di Mancini. L’ingresso di Ardemagni nel Cittadella dà un po’ di vivacità nell’attacco, ma soltanto la botta di Pettinari su punizione al 19’ impegna Sciarrone. (Simone Prai)

mantova-cesena 0-1 — Partita incredibile al Martelli. Il Mantova domina letteralmente il primo tempo sorprendendo il Cesena sul ritmo, costruendo e sprecando almeno sette occasioni da gol nitide, grazie anche alla vena di Antonioli (40 anni compiuti) che tra l’altro para un rigore di Carrus al 13’. Ma poi palle gol con Cavalli, Locatelli (gran parata di Antonioli), due volte Nassi ed ancora Cavalli. Il Cesena? Praticamente nullo in fase offensiva, ha stretto i denti arrivando fino al riposo in difficoltà. Nella ripresa all’inizio il copione sembra lo stesso con i padroni di casa che schiacciano gli ospiti ma al 17’ Bucchi, in campo da pochi minuti, fa gol di testa su azione da calcio d’angolo. Due minuti dopo Gervasoni colpisce il palo in mischia e lo stesso Bucchi poco dopo è costretto ad uscire per un malanno muscolare. Il Cesena si riorganizza un po’ e punge in contropiede ma il Mantova preme alla ricerca del pareggio. Ci prova ancora Cavalli al 40’ ed in pieno recupero, tra il parapiglia generale, Velotto vede un altro rigore a favore del Mantova: stavolta va lo specialista Caridi ma Antonioli anche in questo caso chiude la porta e salva i tre punti per la sua squadra. (Alberto Sogliani)

modena-crotone 0-2 — Il Crotone si toglie dalle zone a rischio del fondo classifica grazie alla terza vittoria consecutiva sul campo di un Modena tradito dal nerovosismo, ma anche penalizzato dalla decisioni dell'arbitro Giancola di Vasto, che mostra un eccesso di protagonismo. Le reti tutte nella ripresa quando il Modena si è trovato in inferiorità numerica per l'espulsione di Diagouraga al 44' pt per doppia ammonizione. Prima è stato Mazzarani con un colpo di tacco ad aprire le marcature poi è stato Abruzzese al 22' ad arrotondare il vantaggio. Strada ancora più in salita per il Modena quando al 39' Pinardi, entrato al posto di Bianco, è stato espulso direttamente per offese all'arbitro. E sempre a proposito di cartellini rossi, espulso anche Apolloni e il team manager di casa Montepietra, al 32' per proteste. Per il Modena è la terza sconfitta casalinga della stagione. Senza Bruno e Luisi, i gialloblù di casa sono andati vicinissimo al gol al 14' quando sul colpo di testa a colpo sicuro di Girardi, Concetti ha salvato la propria porta con un intervento miracoloso. Ancora il centravanti di casa pericoloso al 21' e ancora una volta sicura la risposta del portiere ospite. Nella ripresa il Crotone, raramente insidioso nella prima parte, è passato subito in vantaggio, sfiorando il raddoppio con Petrilli (entrato al posto dell'infortunato Zito) e Morleo. Sul gol di Abruzzese partita praticamenete finita. Il Modena ha vivacemente protestato anche a fine partite nei confronti dell'arbitro. (Paolo Reggianini)

piacenza-torino 0-0 — Un Piacenza rigenerato dalla cura Ficcadenti sfiora l'impresa contro un Torino molle e prevedibile, che subisce per più di un'ora la maggiore rapidità e intraprendenza della squadra di casa, brava a restare corta e a tenere in mano il gioco. Piacenza vicino al gol nel primo tempo con Guerra (a lato da posizione felicissima) e ancora di più nella ripresa: prima una punizione di Calderoni attraversa l'area piccola e colpisce il palo, Moscardelli cerca di sorprendere da quasi 40 metri Sereni che ci mette un piede in extremis, bravo ancora Sereni su Parfait e 29' Bini colpisce di testa da un passo senza trovare la porta. Colantuono pasa al 4-3-3 e Vantaggiato prima e Zoboli poi per poco non beffano i giovani di Ficcadenti. Nel finale espulso Rivalta per doppia ammonizione. (Paolo Gentilotti)

triestina-ascoli 2-0 — Sesto risultato utile consecutivo per la Triestina sotto la guida di Mario Somma: tre vittorie in casa, tre pareggi in trasferta il bilancio da media inglese. Ma il successo con l’Ascoli è stato meno facile di quanto indicato dal punteggio. Dopo avere impegnato il portiere alabardato in una difficile parata, con il palo a risolvere la situazione, l’Ascoli si è affossato con Marino, che atterrando in area Godeas ha provocato un rigore messo a segno dallo stesso Godeas. La reazione degli ospiti non si è fatta attendere, ma Agazzi è apparso insuperabile, alle spalle di una difesa già di per sé molto abile. Su calcio di punizione battuto con molta forza, Godeas ha visto successivamente il pallone stamparsi sul palo, e stessa fine ha fatto il suo tiro dal dischetto su altro rigore concesso dall’arbitro Celi per fallo su Stankovic da parte di Gazzola, espulso quale ultimo uomo. Situazione immutata nella ripresa, per l’assetto delle due squadre, ma l’Ascoli, pur ridotto in dieci, ha attaccato con molta decisione opponendosi con efficacia alle azioni in contropiede della Triestina. Il raddoppio è stato un pezzo di bravura di Godeas, che a terra dopo avere subito fallo ha proseguito l’azione concludendola con un pallonetto da lunga distanza che ha sorpreso il portiere Frezzolini. Vani gli ultimi assalti portati sui due fronti: il punteggio non è mutato. (Dante di Ragogna)

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TORINO, 11 gennaio 2009 - Basta un gol di Del Piero alla Juventus per battere il Siena e portare il divario dall'Inter da 6 a 4 punti. Non è stata una passeggiata per la squadra di Ranieri, messa in seria difficoltà all'inzio e alla fine della gara. Non mancano, al di là delle distanze dalla vetta, le buone notizie per Ranieri: dal rendimento di Manninger al costante miglioramento di Zanetti. E presto torneranno parecchi dei nove indisponibili per infortunio.

AVVIO DIFFICILE - L'operazione - 4 va avanti con qualche intoppo nella prima mezz'ora. Il Siena, che non a caso meritava di pareggiare la partita persa contro l'Inter a fine 2008 con il gol in fuorigioco di Maicon, è messo benissimo in campo. Ed è Kharja (non Amauri) ad avere l'occasione migliore. A Giampaolo, solo per un attimo, vengono in mente i fantasmi nerazzurri quando Legrottaglie respinge un tiro di Calaiò con la mano destra (braccio attaccato al corpo, non sembra rigore) ma l'allenatore di questo Siena può camminare a testa alta per la qualità espressa contro le grandi del torneo.

ALE 253- Se Del Piero non infilasse la sesta punizione vincente della sua stagione, la partita prenderebbe un'altra piega. Invece Ale, 253 gol con la Juve, avvia il meccanismo bianconero in una di quelle giornate poco felici, in cui si fa fatica anche nelle cose semplici. Il capitano, che si vede sostanzialmente poco al di là dell'1-0, resta al coperto fino all'assist di Amauri a metà ripresa, un tocco prezioso, dirottato sull'esterno della rete. Va detto in ogni caso che la difesa toscana, con Brandao e Portanova in mezzo, sbaglia pochissimo. E infatti i problemi per Giampaolo sono davanti.

CON ZANETTI - Per dare più peso alla prima linea entrano Frick al posto di Calaiò e il giovane Packer per Codrea. A stringere cambia poco, perché al di là di qualche ripartenza, il Siena non punge mai. Dalla parte opposta invece la ricerca del secondo colpo procede senza affanni. E' Amauri il più attivo, e per sua sfortuna anche il meno preciso, anche se quando Ranieri riporta Cristiano Zanetti al centro del gioco juventino, la qualità dei rifornimenti cresce parecchio.

PIU' ENERGIE - Il Siena dimostra di avere fiato oltre che idee. Il finale è tutto dei toscani, che con Ghezzal arrivano a un centimetro dal pareggio. In definitiva, se il campionato ha qualche motivo di interesse in più dopo questo diciottesimo turno, vanno ringraziati Manninger e Grygera, determinanti negli ultimi 5 minuti sotto il fuoco delle punte avversarie

Fonte: Gazzetta dello Sport

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MILANO, 7 gennaio 2009 - Stavolta è il Derby County, formazione di Championship, a giustiziare una grande come il Manchester United. Nella semifinale d'andata di Carling Cup (coppa di Lega), la prossima avversaria dell'Inter in Champions League schiera stelle del calibro di Nani e Tevez ma è il meno noto Commons a mettersi in luce segnando alla mezz'ora la rete che decide il match: gran botta dal limite dell'area e palla nell'angolo della porta difesa da un incolpevole Kuszczak.

RONALDO E ROONEY - La posta in palio è sempre alta e per questo nella ripresa Ferguson concede mezz'ora ai suoi assi Cristiano Ronaldo e Rooney. I Rams rischiano qualcosa in più (gran punizione di Ronaldo al 77') ma tengono e portano a casa il risultato. Un'impresa, quella firmata dal nuovo tecnico Clough, che sa di storia almeno quanto il suo cognome in casa Derby. Nel pomeriggio, anche il successo del Tottenham sul Burnley per 4-1 ( reti Dawson, O'Hara, Pavlyuchenko e Duff) nell'altra semifinale d'andata. Gare di ritorno dal 20 gennaio.

SIVIGLIA DI FORZA - In Spagna si gioca l'andata degli ottavi di finale di Coppa del Re. Dopo il successo del Barça contro l'Atletico Madrid trascinato da uno stratosferico Messi, tocca a Kanoute regalare al Siviglia il successo sul Deportivo La Coruna. Maresca (titolare) e compagni passano in vantaggio al 31' con Luis Fabiano, poi al 40' Kanoute mette al sicuro il successo siglando il 2-0. Nella ripresa accorcia Bravo. Negli altri match, a sorpresa cade per 3-2 l'Espanyol in casa del Poli Ejido (terza divisione), mentre Racing Santander-Valencia finisce 1-1. Chiudono il Real Betis con il colpo in casa del Real Union (1-0) e lo Sporting Gijon, 3-1 al Valladolid.

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Steven Gerrard il capitano del Liverpool è stato un vero e proprio incubo per la difesa dell' "urracas', infatti ha partecipato a tutte le azioni di attacco da parte dei 'red', poi  Rafa Benitez, al 70’ minuto, lo ha sostituito concedendogli un po’ di riposo. Gerrard ha fatto goal in due occasioni lo 0-1 e l’ 1-4, e sono i suoi angoli che hanno dato luogo allo 0-2 (Hyypia) e all’1-3 (Babel).  E Xabi Alonso, che, come Albert Riera e Robbie Keane, Benitez aveva dato riposo a sinistra, e che  lo ha fatto entrare negli ultimi minuti per arrotondare la vittoria. Il Liverpool conta 45 punti in 20 partite, l’andamento è addirittura migliore di quando 19 anni fa, ha vinto l'ultimo campionato.
La Premier League è ancora territorio vergine per il Liverpool, ma all’ Anfield Road e si è cominciato a diffondere l'idea che "questo stesso anno è quello buono," dove possono finalmente ritrovare la vittoria in campionato e mantenere il loro status di re d'Inghilterra davanti al Manchester United. Senza la loro Top Scorer, Fernando Torres, ancora non al meglio,  e senza Xabi, Riera e Keane, si può considerare quella di oggi una vera è propria grande vittoria.  Il capitano del Liverpool è una sorpresa giorno dopo giorno, stagione dopo stagione. Forse è il giocatore più completo al mondo: attaccare, difendere, fa ripartire la squadra, smarcarsi, e gonfiare la rete. Gerrard condensa tutti i valori della maglia orgogliosa di Anfield.

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MILANO, 28 dicembre 2008 - Il Liverpool vola. Quest'anno oltre che in Europa fa sul serio anche nel campionato inglese. Dove guarda tutti dall'alto. Oggi nella prima gara della ventesima giornata di Premier League, la capolista ha demolito 5-1 fuori casa il Newcastle. Doppietta di Gerrard, che apre e chiude le marcature e in contumacia Torres (acciaccato e fuori da 7 partite) prende per mano i Reds, centri dell'infinito Hyypia, di Babel e di Xabi Alonso su rigore per la squadra di Benitez, inutile la rete di Edgar per i Magpies di Owen. Benitez si è potuto permettere anche un po' di turnover, risparmiando tra l'altro a Gerrard gli ultimi 20'. A fine gara al St James' Park riecheggiava forte il classico "You'll never walk alone" dei tifosi ospiti.

IL NEWCASTLE NON CAMBIA - Per il Newcastle, oggi disastroso nonostante le pezze messe dal portiere Given, una sola buona notizia: il club non è più in vendita. Ad annunciarlo lo stesso patron del club, Mike Ashley, in un comunicato stampa. "Sono felice di mettere fine all'incertezza dei nostri tifosi, preoccupati per il futuro della società. So cosa è importante per la nostra tifoseria, continueremo a crescere sotto la nuova direzione tecnica di Joe Kinnear", assicura Ashley, patron del Newcastle dal 2007. Il numero 1 del club inglese aveva deciso di lasciare la società dopo gli insulti ricevuti dai tifosi che non gli hanno perdonato il divorzio da Kevin Keegan, l'ex stella e manager della squadra.

NON BASTA LAMPARD - La giornata positiva del Liverpool si completa con le notizie che arrivano dal Craven Cottage, dove il Fulham ferma il Chelsea. Il 2-2 finale vale il 9° risultato utile consecutivo per la squadra di Hodgson e fa scivolare quella di Scolari a -3 dalla vetta. Teoricamente, il Chelsea potrebbe anche aver perso il secondo posto, perché se il Manchester Utd dovesse vincere le tre partite che deve recuperare (contro Middlesbrough, Fulham e Wigan) scavalcherebbe i Blues e andrebbe a -1 dal primo posto. Il derby del Craven Cottage vede due doppiette: Dempsey apre e chiude il conto con un tocco ravvicinato e con una splendida torsione di testa, mentre Lampard va in gol prima sfruttando un pasticcio tra Schwarzer e Hughes e poi su punizione. Il Chelsea ha le occasioni migliori della gara con Joe Cole, Anelka e lo scatenato Lampard, ma paga la scarsa concretezza e incassa il pareggio-beffa proprio negli ultimi minuti.

ARSENAL E WEST HAM VINCONO SOFFRENDO - Sorride, invece, l'Arsenal, che è sempre a -10 dal Liverpool, ma almeno non perde ulteriore terreno. Contro il Portsmouth (allenato dall'ex Gunner Tony Adams), decide un colpo di testa di Gallas a una decina di minuti dal termine. Ed è un pomeriggio positivo anche per un'altra londinese, il West Ham di Zola, vittorioso nella delicata sfida con lo Stoke City. Ad Upton Park, lo Stoke va in vantaggio con una zuccata di Faye, ma poi, subito dopo il pareggio di Carlton Cole, accade un episodio incredibile: Fuller, attaccante giamaicano dei Potters, discute col compagno di squadra Griffin e lo colpisce, guadagandosi l'espulsione. Il West Ham ne approfitta, spinge e trova il 2-1 nel finale con un gol del redivivo Tristan. Altri risultati: il Tottenham ripiomba nella crisi perdendo in casa del West Bromwiich, che alimenta le sue speranze di salvezza. Everton travolgente contro il Sunderland, colpo del Wigan a Bolton. Blackburn-Manchester City finisce 2-2 nel posticipo.

Fonte: Gazzetta dello Sport

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Il Liverpool di Rafa Benitez resta leader della Premier League grazie alla vittoria per 3-0 col Bolton. I 'Red' vincono l’incontro grazie Riera e Robbie Keane autori dei goal.
Dopo un avvio titubante, il Liverpool ha preso il controllo della partita ed ha iniziato a giocare in attacco. Procurandosi fino ad otto córners prima del 25 minuto. Precisamente, il primo goal del Liverpool è arrivato dopo l'ottavo calcio d'angolo che ha avuto a suo favore. Gerrard battuto sul primo palo il calcio d’angolo dove Albert Riera riesce a mettere la palla dentro con un guizzo vincente. 
Il Bolton non ha dato alcun segno di vita, e non è stato in grado minimamente di mettere in difficoltà Reina. Dopo la pausa, al 52 ', una grande azione di Gerrard, che è culminata con una spettacolare passaggio recuperato da Robbie Keane che batte Jaaskelainen. Cinque minuti più tardi robbie keane mette a segno la seconda rete finalizzazione di un contropiede orchestrato da Xabi Alonso e rifinito da Benayoun. Con questa vittoria, in cui  non era presente Fernando Torres, che ha guardato la partita dalla tribuna, il Liverpool rimane ancora leader con un punto di vantaggio sul Chelsea di Scolari.

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MILANO, 21 dicembre 2008 - Ultima giornata di serie A prima della lunga sosta natalizia. Dopo gli anticipi di ieri Lazio-Palermo e Siena-Inter, oggi pomeriggio match-clou a Bergamo tra Atalanta e Juventus. Purtroppo si sono segnalati tafferugli prima della partita. Poco dopo le 13 nei pressi dello stadio un pulmino con a bordo nove tifosi bianconeri è stato preso a sassate da una quindicina di ultras nerazzurri mentre, scortato dalla polizia, stava entrando nella zona di prefiltraggio dello stadio dedicato alla tifoseria ospite. Una pietra ha colpito il veicolo, mandando in frantumi il lunotto posteriore. A quel punto, un gruppo di juventini che erano appena entrati a bordo di altri quattro pullman, si sono diretti verso gli ultras atalantini, cercando un contatto. Le forze di polizia si sono interposte, riuscendo ad evitare che le due opposte fazioni entrassero in collisione. Nello scontro, in cui sono volati sassi e una bomba carta all'indirizzo dei poliziotti, due agenti sono rimasti contusi e sono stati portati al pronto soccorso per farsi medicare. Un tifoso atalantino, individuato come uno dei responsabili dell'attacco, è stato portato in questura. Ora la situazione è tornata alla normalità.

Ecco la 17ª giornata:

Atalanta-Juventus 1-3 (Del Piero 31' pt, Legrottaglie 38' pt, Vieri 3' st, Amauri 36' st)
Cagliari-Reggina 1-1 (Acquafresca 1' pt, Brienza rig. 16' st)
Catania-Roma 3-2 (Baiocco 34' pt, Morimoto 40' pt, Morimoto 11' st, Vucinic 29' st, Menez 33' st)
Chievo-Genoa 0-1 (Olivera 44' st)
Lecce-Bologna 0-0
Sampdoria-Fiorentina 0-1 (Montolivo 19' pt)
Torino-Napoli 1-0 (Bianchi 8' st)
Milan-Udinese alle 20.30

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TOKYO (Gia), 18 dicembre 2008 - E' il Manchester Utd la seconda finalista del Mondiale per club. I campioni d'Inghilterra e d'Europa sconfiggono i campioni d'Asia del Gamba Osaka per 5-3. Tutto facile per i Red Devils, che a dispetto dei tre gol subiti non perdono mai il controllo della partita. Ad aprire le marcature è Vidic, poi arriva il raddoppio di Ronaldo. I giapponesi accorciano le distanze con Yamazaki, poi Rooney (doppietta) e Fletcher aumentano il bottino inglese. Il Gamba Osaka rende meno amara la sconfitta nel finale, con il rigore di Endo e la rete di Hashimoto. Domenica, il Manchester Utd se la vedrà in finale con gli ecuadoriani della Liga di Quito.

 

Fonte: Gazzetta dello Sport